PALERMO - "La situazione non è bellissima, arriviamo da sei sconfitte. So che sto dando tutto con il massimo impegno e serietà. Spero di vincere con la Lazio". Il tecnico del Palermo, Roberto De Zerbi si prepara così al prossimo match di campionato: "Forse si può cambiare qualcosa a livello di sistema di gioco. Ma il motivo delle sconfitte non è solo il sistema di gioco. Ho giocato con la difesa a 4, a tre, in tutti i modi, dipende anche dagli avversari. Quindi se cambio lo faccio perché son convinto io, per una mia idea: la lazio attacca con tanti uomini. Possono essere idee sbagliate ma sono mie, non idee confuse di altri. Se torno a 5 è esclusivamente per quello, ma non penso che si risolvano così tutti i problemi".
LE DIFFICOLTA' - "Giocare con poco pubblico o con un pubblico non entusiata, come è normale che sia, non fa piacere. Siamo persone prima che professionisti e a me non piace essere contestato o perdere: chiaro che il pubblico a favore è una cosa vantaggiosa, ma i motivi, cioè i risultati, per cui non lo è, ci sono. Diamanti? Se sta bene, parlerò anche con lui, giocherà, se no mio assumerò la responsabilità di lasciarlo fuori. Soffre molto la nostra situazione, probabilmente è il più altruista della squadra, ma se non lo ritengo brillante per giocare dall'inizio è una scelta che, a malincuore, devo fare. Purtroppo siamo in difficoltà. Le sei sconfitte bruciano a tutti, ma bisogna vedere anche come venute: 4 sono state al termine di parite in equilibrio, non le abbiamo straperse".

In genere quando una squadra vince c’è questo vizio, forse solo italico, di esaltare senza intervenire con spirito critico. La Juventus è il caso più emblematico, ha vinto un’altra partita con umiltà, tiene la testa della classifica con 3 punti di vantaggio sul Napoli e si prepara alle sfide con Sassuolo e Bayern, con vista sul derby di Torino del 20 marzo. Il bilancio più che positivo con i bergamaschi (solo vittorie in casa e trasferta negli ultimi anni) ha trovato un ulteriore riscontro nella gara di domenica. La solida Juve ha sofferto fino al gol a pochi minuti dal termine di Lemina. Tuttavia da Juve-Genoa in poi, la squadra di Allegri appare meno brillante. Vince ma non alza mai il ritmo come le accadeva fino a gennaio. Naturalmente la giustificazione è relativa all’impressionante numero di vittorie in serie e ai numerosi impegni, compresa la complicatissima gara contro l’Inter in Coppa Italia, risolta solo ai rigori. Sono piccoli segnali di stanchezza, più mentale che fisica, che però sono tutti bravi a far notare a cose fatte. La quota scudetto per i bianconeri resta sempre rassicurante: 1,45, contro il 3,00 che Snai attribuisce al Napoli. La squadra di Sarri ha vinto una gara che sembrava essere ancora più complicata, dopo lo 0-1 di Rigoni capace di sfruttare un disimpegno goffo dei partenopei. Higuain, Chiriches e Callejon hanno rimesso in riga il match e permesso a Sarri di guardare con serenità al futuro, specie considerando che il prossimo impegno sarà col derelitto Palermo di Iachini, ad un punto dalla zona retrocessione. Proprio i rosanero hanno dato vita, si fa per dire, ad una prestazione inconcludente, tranne qualche sussulto, contro l’Inter capace finalmente di ritrovare intensità e consapevolezza. Mancini ha rivisto un Inter più simile a quella del girone di andata, rimettendo al centro del disegno tattico Ljajic, confermando Kondogbia e Medel a centrocampo e permettendo a Palacio di dialogare con Perisic (finalmente due gare convincenti consecutive) e Icardi. La difesa è però parsa incerta, causa scorie dei supplementari contro la Juventus. Gli elementi che però spiccano alla 28°giornata sono il trionfo della Roma sulla Fiorentina. Viola mai in partita e giallorossi sul velluto grazie anche a Salah che ha trovato una sintonia perfetta con El Shaarawy. La squadra di Spalletti ora è la logica favorita per il terzo posto come testimoniano le quote Snai che le consegnano un ragguardevole 1,50 per il piazzamento. Nonostante la sconfitta la Fiorentina resta in scia grazie anche ad un calendario agevole che parte dalla prossima gara interna col Verona. Piazzamento quotato a 2,75 contro i 4,00 dati all’Inter in ripresa.
La vera delusione è però il Milan, capace di disunirsi inspiegabilmente dopo il gol del Sassuolo. L’anomalia è stata la doppia partita giocata dagli uomini di Mihajlovic, capaci di costruite tre palle gol e giocare in scioltezza fino a quando Duncan ha trovato una botta dalla distanza. Il Milan avrebbe avuto tutto il tempo per riprendere il filo del gioco, invece tutto il lavoro di queste settimane è stato vanificato dall’inconsistenza mentale della squadra e dall’ennesima prestazione incolore di Balotelli. A -9 dalla zona Champions ora il compito del tecnico serbo è quello di mantenere competitivo il gruppo che ora appare più fragile di quanto non si fosse disposti a scommettere.

Per mesi abbiamo raccontato le vicende di un campionato che aveva tutta l’aria di essere il più equilibrato della storia.
Esattamente dalla prima di giornata del girone di ritorno non è più così. Mi prendo il merito di aver pronosticato con anticipo che per lo scudetto sarebbe stato un duello tra Juve e Napoli.
Oggi il dato è acquisito, assodato e messo a verbale. Un andamento che sembrava tenere cinque squadre in corsa e che invece ha fermato la Roma, la Fiorentina e poi, in modo ancora più improvviso, l’Inter.
Il Napoli ha trovato un’identità di gioco sempre più consolidata, senza alcun intoppo nei meccanismi e una consapevolezza del tutto nuova.
La Juventus ha invece innescato una marcia che l’ha portata a vincere contro ogni avversario con una facilità quasi eccessiva. L’Udinese è stata annichilita dallo strapotere tecnico dei bianconeri e da un Dybala che potrebbe essere il nuovo Messi.
Tra le due la mia preferenza va alla formazione di Allegri per un doppio motivo: squadra con maggiori risorse, un numero di alternative più alto e una consolidata abitudine alla vittoria. Sono aspetti che invece il Napoli non può ancora avere. La squadra di Sarri ha numeri di altissimo livello, un giocatore (Higuain) che non ha nessuno e il gioco più spettacolare della serie A. Ma è anche più fragile grazie ad un ambiente decisamente più sensibile. Il vero snodo sarà se e quando il Napoli affronterà le prime vere difficoltà. Se dovesse mantenere un inaspettato equilibrio potrebbe davvero contendere lo scudetto ai bianconeri. Intanto le quote Snai dicono che la Juve è favorita (2,00 assegnato contro i 2,10 per i partenopei).
Mentre le due straripano, l’Inter pareggia Bergamo dando vita (si fa per dire) alla peggior prestazione corale della stagione. Pareggia in un campo storicamente difficile ma solo grazie ad Handanovic. Fino a metà dicembre la squadra si è comportata come tale. Tutti si davano una mano e riuscivano a colmare i limiti strutturali. Ora Snai assegna ai nerazzurri una quota scudetto emblematica: 15,00. Perché l’Inter è a metà di un progetto che deve ancora essere ultimato per chiederle di vincere e convincere. Dalla partita con la Lazio i giocatori hanno iniziato una rapidissima involuzione figlia di più fattori.
Da tempo ormai la spiegazione più semplice (è colpa dell’allenatore) è diventata un comodo riparo per le reali cause di una crisi.
Tutti danno la colpa a Mancini e nessuno ai giocatori. È successo a Genova con Zenga esonerato e ripudiato, senza vedere un’inversione con Montella. È successo a Carpi con Castori e a Palermo con un plotone di allenatori. E se il buongiorno si vede dal mattino, anche la Roma con Spalletti al posto di Garcia, sembra non poter cambiare il trend. Perché dire che, se una squadra non ha gioco o i risultati non arrivano è sempre colpa dell’allenatore, è spesso un modo di mettere la polvere sotto il tappeto.
Il Milan ha un tecnico che rischia la panchina da 12 giornate ma che alla fine batte anche la Fiorentina. È innegabile che i rossoneri si trovino meglio con le squadre che giocano piuttosto che contro quelle che si difendono, ma la differenza questa volta l’hanno fatta le prestazioni di giocatori fino ad oggi sottotono come Honda e Montolivo. E forse per il Milan il terzo posto non è più impossibile.